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Associazione Forense Nazionale Italiana

EMERGENZA COVID
L’apertura di un tavolo richiesta dall’AFNI di Catania fra Avvocati, Magistrati e Cancellieri fatta propria dall’Avv. Rosario Pizzino Presidente del COA di Catania.

ASSOCIAZIONE FORENSE NAZIONALE ITALIANAwww.associazioneforensenazionaleitaliana.it - associazioneforensenazionaleitalianaassoforensenazionaleitaliana@gmail.com - pec: afni@legalmail.itComitato Distrettuale di CataniaVia Carcaci, 7 -  Tel. 095 311642 95131 Catania  Catania 27 maggio 2020 COMUNICATO STAMPA   L'Associazione Forense Nazionale Italiana è particolarmente lieta di apprendere che, in base alla dichiarazioni rese ieri 26 maggio 2020 - nel corso del dibattito televisivo trasmesso dall'emittente Telecolor - dal Presidente del COA di Catania, Avv. Rosario Pizzino, si è ampiamente concordato in ordine alla necessità di convocare un tavolo di consultazione per la soluzione delle maggiori criticità in essere presso gli Uffici Giudiziari di Catania, coinvolgendo i vertici dell'Avvocatura e della Magistratura catanese e degli Uffici di Cancelleria. Tale modo di procedere, che pare avere recepito  quanto evidenziato nella nostra richiesta inoltrata il 25 maggio scorso al COA di Catania, costituisce il miglior rimedio per ovviare o ridurre le difficoltà nelle quali i Colleghi catanesi si dibattono quotidianamente. Appare una  strategia vincente e maggiormente rispondente ai concreti interessi dell'Avvocatura, della Magistratura e degli Uffici di Cancelleria, impedendo la creazione di un clima conflittuale, che non gioverebbe a nessuno e che va scongiurato. Alla luce delle ricordate dichiarazioni d'intenti, l'AFNI plaude all'iniziativa che il COA di Catania ha deciso di intraprendere e conferma la propria totale disponibilità a contribuire, ove utile, ad ogni procedimento che si avvierà sulla base delle premesse poste oggi in un clima di leale e proficua collaborazione.  Avv. Gabriella LamicelaPresidente Comitato Distrettuale AFNI di Catania           A.F.N.I. C.F. 93224270871 - IBAN IT68A0358901600010570744851 ...

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AFNI CATANIA CHIEDE L’APERTURA DI UN TAVOLO AL COA DI CATANIA CON I PRESIDENTI E DIRIGENTI DEGLI UFFICI GIUDIZARI AL FINE DI IMPLEMENTARE I SERVIZI DI CANCELLERIA

ASSOCIAZIONE FORENSE NAZIONALE ITALIANAwww.associazioneforensenazionaleitaliana.it - associazioneforensenazionaleitalianaassoforensenazionaleitaliana@gmail.com - pec: afni@legalmail.itComitato Distrettuale di CataniaVia Carcaci, 7 -  Tel. 095 311642 95131 Catania                                                                                 Ill.mo Sig. Presidente,                                                                               Ill.mi Sigg. Consiglieri,                                                                               Ordine degli Avvocati di Catania Catania, 25 maggio 2020, L'Associazione Nazionale Forense ha da tempo preso atto delle molteplici difficoltà in cui versano i Colleghi in relazione alle attività che impongono l'accesso alle Cancellerie Civili e Penali, e condivide le preoccupazioni in ordine ai riflessi che tale situazione comporta nello svolgimento dell'attività professionale pur non sottovalutando il rischio epidemiologico in assenza di sufficienti misure di sicurezza. La soluzione a tali problematiche, tuttavia, non può essere frutto di determinazioni di mera facciata. Non v’è dubbio che ciò comporta un esame di situazioni di fatto la cui verifica rientra nelle competenze degli uffici e delle Cancellerie interessate. Da tale analisi deriva la necessità di avviare procedure di confronto e di raccordo, al fine di individuare le maggiori criticità del sistema ed operare, in modo selettivo e concreto, alla ricerca di possibili soluzioni. Fra le soluzioni possibili l’AFNI dissente dall'avvio di procedure di mobilitazione e protesta che, al di là della mera esteriorizzazione della situazione di disagio, rischiano di essere inutili e di fomentare un clima conflittuale del quale non si sente alcun bisogno peraltro proponendo soluzioni di “reingresso tout court” nel Palazzo di Giustizia imprudenti e non oggettivamente motivate se non per particolari e speciali casi. E’ evidente che, in questa situazione emergenziale,  l'accesso virtuale agli uffici giudiziari debba essere potenziato affinchè sia assolutamente fluente e senza ritardi e che lo smart working per i funzionari delle cancellerie debba essere esteso al “siecic” ed al “sicid” . Certamente, rientra nel novero delle strade percorribili, un protocollo d'intesa che consenta l'apertura anche pomeridiana delle Cancellerie consentendo la turnazione degli addetti...

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COA CATANIA:UN’OCCASIONE MANCATA. Avv. Giovanni Ingrascì*

ASSOCIAZIONE FORENSE NAZIONALE ITALIANAwww.associazioneforensenazionaleitaliana.it - associazioneforensenazionaleitalianaassoforensenazionaleitaliana@gmail.com - pec: afni@legalmail.itVia Carcaci, 7 -  Tel. 095 311642 95131 Catania  UN'OCCASIONE PERDUTA La pubblicazione della delibera del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Catania del 31 marzo mi ha indotto a formulare alcune riflessioni.In breve, il Consiglio si è pronunziato sulla proposta di ridurre, per l'anno in corso, la quota d'iscrizione all'Albo, quanto meno in favore degli Avvocati non abilitati al patrocinio dinanzi alle Magistrature Superiori, nonché su quella di prorogare il termine per il pagamento della rata scadente il 31 Marzo.La questione, come emerge dal verbale, è stata approfondita ed ampiamente discussa, e ciascuna delle tesi sostenute appare sorretta da logiche diverse ma del tutto coerenti. Dalla parte degli oppositori alla proposta, si è ricordato e sottolineato come la chiesta riduzione avrebbe avuto un impatto significativo sulla situazione economica dell'Ordine, a fronte della quale il beneficio riconosciuto ai Colleghi (eventualmente) destinatari, sarebbe stato economicamente poco rilevante, tenuto anche conto dei servizi gratuiti già erogati dall'Ordine (come, ad esempio, la casella pec). Dall'altra parte, si è sottolineata la valenza politica del gesto, destinato a confermare il sostegno, anche morale, che il Consiglio, all'interno dei propri compiti istituzionali, intende fornire agli iscritti, e si è sostenuto che gli importi necessari per l'erogazione del beneficio si sarebbero potuti recuperare attraverso alcune iniziative nei confronti del CNF e dalla riduzione (o eliminazione) dei contributi versati alla Scuola Forense.Si è inoltre sottolineato che la riduzione, pur nella misura ridotta, avrebbe costituito un segnale forte, di condivisione, di conforto e di incoraggiamento nei confronti di tanti colleghi, in palese difficoltà a causa delle ben note vicende che stanno interessando l'intera classe forense e l'Italia tutta.Come appare evidente, tutte le opinioni espresse sono sorrette da motivazioni efficacemente argomentate: in sostanza, il Consiglio è stato chiamato a pronunziarsi su quale valore ritenere superiore: l'appoggio morale (anche se poco significativo sotto il profilo economico) ai colleghi in difficoltà, o la conservazione di un equilibrio economico faticosamente raggiunto.Il Consiglio, con una maggioranza non granitica, ma significativa, ha deliberato di non concedere la riduzione della quota d'iscrizione e di spostare la scadenza per il pagamento della suddetta quota al 31 Maggio.In via preliminare, sul punto, occorre sottolineare che, in più passi della delibera, i Consiglieri presenti hanno fondato le proprie determinazioni sulla scorta di un “bilancio” che si assume (non essendo fornita nel verbale alcuna diversa indicazione) non avessero visionato ed esaminato con la necessaria completezza prima...

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Covid 19 e diritto internazionale. Luci ed ombre. Prof. Avv. Ugo Villani*

ASSOCIAZIONE FORENSE NAZIONALE ITALIANAwww.associazioneforensenazionaleitaliana.it - associazioneforensenazionaleitalianaassoforensenazionaleitaliana@gmail.com - pec: afni@legalmail.itVia Carcaci, 7 -  Tel. 095 311642 95131 Catania COVID 19 E DIRITTO INTERNAZIONALEProf. Avv. Ugo Villani* Il Covid-19, qualificato come pandemia dal Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) l’11 marzo 2020, nella sua vastità e violenza ha colto impreparate non solo la scienza, la medicina e la politica, ma anche la comunità internazionale e le sue istituzioni. Beninteso, il diritto internazionale non è irrilevante riguardo a tale pandemia, né alla crisi economica e sociale da essa innescata. Come ha più volte dichiarato il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, il virus rappresenta un nemico comune contro il quale è indispensabile una forte cooperazione internazionale, non solo sul piano sanitario, ma anche economico e sociale, poiché “nessun Paese può farcela da solo”. Tale cooperazione dovrebbe realizzarsi nelle sedi istituzionali internazionali, anzitutto l’OMS e l’ONU, utilizzando gli strumenti giuridici e operativi disponibili ed elaborando soluzioni innovative. Senonché, almeno in una prima fase, gli Stati si sono mossi senza alcun coordinamento, taluni sottovalutando la gravità del fenomeno, altri proponendo strategie sconcertanti e ciniche, come “l’immunità di gregge” teorizzata da Boris Johnson e dal suo “esperto” Patrick Vallance. In secondo luogo vi è una obiettiva contraddizione tra una pandemia, per sua natura globale e transnazionale – che, come tale, richiede una risposta solidale dell’intera comunità internazionale –, e la necessità, per i singoli Stati, di chiudere le proprie frontiere e poi, via via, le comunicazioni anche nel proprio territorio, sino a giungere in molti casi a un generalizzato lockdown, al fine di prevenire i contagi. Ciò ha determinato non già l’applicazione di regole internazionali, né il ricorso a misure nel quadro di organizzazioni internazionali, ma l’elaborazione, da parte di ciascuno Stato, di proprie normative nazionali, sovente alquanto confuse e poco coerenti. Infine va sottolineato che le norme di diritto internazionale rilevanti riguardano singoli profili dell’attuale pandemia, che mettono in giuoco l’eventuale responsabilità di taluni Stati nella diffusione del virus, nonché la liceità e i limiti delle misure statali di contrasto, mentre non è ravvisabile, allo stato, un preciso e compiuto quadro normativo nel quale ricercare misure internazionali di lotta al Covid-19. Così, è possibile riconoscere una norma consuetudinaria secondo la quale gli Stati hanno il dovere di assicurare che le attività svolte nel proprio territorio non causino danni ad altri Stati. Una norma siffatta, affermatasi riguardo alla materia ambientale, potrebbe essere invocata nei confronti della Cina,...

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