a

Facebook


Copyright 2018
Associazione Forense Nazionale Italiana

L’AFNI ANCHE A SIRACUSA. COSTITUITA LA SEDE CIRCOSCRIZIONALE DEL TRIBUNALE DI SIRACUSA

Presidente l'Avv. Cesare Spadaro, Vice Presidente  l'Avv. Santo Giliberto, Segretario l'Avv. Danilo Giannone e Tesoriere l'Avv. Nicola Zirone. COSTITUITA ANCHE LA SEDE CIRCOSCRIZONALE DI SIRACUSA Ancora un nuovo passo avanti nella crescita della nostra grande famiglia. Si è costituita la sede Circoscrizionale dell'Associazione Forense Nazionale Italiana presso il Tribunale di Siracusa. L'assemblea costituente ha eletto come Presidente l'Avv. Cesare Spadaro, come Vice Presidente  l'Avv. Santo Giliberto, Segretario l'Avv. Danilo Giannone e Tesoriere l'Avv. Nicola Zirone. E' una ottima compagine, senza dimenticare gli altri Soci fondatori di eguale valore e spessore professionale, che siamo certi sarà attiva e solerte nell'interesse dell'Avvocatura. Auguriamo buon lavoro ai Colleghi ed Amici eletti nonchè a tutti Soci. ...

Continua a leggere

COSTITUITA LA SEDE DISTRETTUALE DELL’AFNI A TORINO

Presidente l'Avv. Valeria Furnò, Vice Presidente l'Avv. Olga Maria De Cesare, Segretaria l'Avv. Mara Braghina  e l'Avv. Cecilia Villani, tesoriere. COSTITUITA ANCHE LA SEDE DISTRETTUALE DI TORINO DELL'AFNI L'impegno degli Avvocati nella politica forense cresce ancora.  Con vera soddisfazione ed un pizzico di orgoglio, siamo lieti di comunicare la costituzione della sezione Distrettuale dell'Associazione Forense Nazionale Italiana di Torino. L'assemblea costituente ha eletto come presidente l'Avv. Valeria Furnò, Vice Presidente l'Avv. Olga Maria De Cesare, Segretaria l'Avv. Mara Braghina  e l'Avv. Cecilia Villani, tesoriere. E' una bella squadra, tutta al femminile,  a cui diamo il benvenuto nella nostra famiglia ed auguriamo buon lavoro, proprio in un momento in cui l'Avvocatura italiana annaspa fra mille problemi e contraddizioni.   ...

Continua a leggere

IL PROF. EMERITO DI DIRITTO INTERNAZIONALE AVV. UGO VILLANI PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO DELL’AFNI

L'Associazione Forense Nazionale italiana è orgogliosa di comunicare che il Prof. Avv. Ugo Villani (Professore Emerito di Diritto Internazionale, Università "Aldo Moro" di Bari e Professore di Diritto Europeo, Università Luiss "Guidi Carli" di Roma) è il nuovo Presidente del Comitato Scientifico dell'Associazione. Si tratta di una presenza qualificata e prestigiosa che arricchisce il valore delle competenze e professionalità presenti nel Comitato. Il Prof. Villani succede all'Avv. Antonino Ciavola, oggi Consigliere e Presidente della Commissione "Deontologia"  del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Catania, che ha svolto tale autorevole incarico con dedizione, capacità e competenza e che, siamo certi, continuerà a fornire il suo prezioso contributo e collaborazione. All'Avv. Ciavola va il ringraziamento dell'Associazione per l"opera svolta, per  la passione profusa. Al Prof.  Ugo Villani un ringraziamento sincero e l'augurio di una proficua reciproca collaborazione.                                          Avv. Enrico Calabrese - Presidente Nazionale A.,F.N.I. ...

Continua a leggere

MINIMI TARIFFARI, TABELLE ED ONORARI RITORNO AL PASSATO

ASSOCIAZIONE FORENSE NAZIONALE ITALIANA MINIMI TARIFFARI, TABELLE ED ONORARI IL CORAGGIO DI DIRE: RITORNIAMO AL PASSATO Dopo anni di silenzio e connivenza con il politico di turno, dopo anni di denunce da parte di alcune Associazioni Forensi, finalmente anche l’OCF si è reso conto ed ha preso atto del grave danno arrecato ad Avvocati e Cittadini dall’abrogazione dei minimi tariffari e del collegato tariffario che scandiva pedissequamente e senza vuoti l’attività possibile dell’Avvocato. Non vi era necessità di un evanescente e, necessariamente, impreciso preventivo perché tutte le attività venivano singolarmente scandite: era una garanzia per il Cittadino costretto a ricorre alla difesa tecnica; era una garanzia per l’Avvocato che sapeva quale era il suo giusto compenso per l’attività svolta; era, soprattutto, un elemento di sottrazione all’indecoroso mercato delle vacche a cui oggi sono sottoposti gli Avvocati che difronte ad una separazione, ad una successione o all’affidamento di un minore devono contestualmente quantificare quanto potrà valere la loro opera: è semplicemente indecente ed inaccettabile. È inutile continuare a girarci intorno: bisogna ripristinare i minimi e le tabelle, prestabiliti per legge, cosi come erano stati pensati da Umani intellettualmente e culturalmente superiori a Bersani & successori. Tutto ciò non tanto, non solo, per garantire dignità all'Avvocato ma per tutelare il Cittadino che in un momento di bisogno (quindi di debolezza) si rivolge al Professionista dandogli preventiva certezza di quanto pagherà non già in base ad un inevitabile fumoso preventivo, o per surreali “fasi” da quantificare, ma per il lavoro realmente prestato in suo favore e singolarmente individuato per come concretamente si realizzerà non su una astratta previsione che sa di pronostico da sfera magica. Né si può disconoscere il derivato incentivo alla disonestà: perché un Avvocato che vorrà elaborare una proiezione credibile del costo della causa terrà conto di tutte le variabili possibili (per esempio: chiamata di terzo, testimoni, ctu, ecc.), che magari poi non ci saranno, ma intanto il costo previsto è quello risultante da tale corretta prospettazione. Un avvocato meno onesto, pur di irretire il cliente, presenterà un preventivo consapevolmente inveritiero, “tanto poi si vedrà” con la certezza che il cliente è ormai impastoiato. Complimenti a chi ha avuto questa saggia idea trasformata in legge e a chi, sino ad oggi, ha taciuto su tutto ciò con colpevole connivenza. Finalmente anche l’OCF, ne siamo orgogliosamente lieti, ne ha preso atto e quindi siamo al suo fianco… o lui si è posto al nostro, poco importa siamo tutti Avvocati...

Continua a leggere

IMPUTATO PER SEMPRE….FINE PROCESSO: MAI! Avv. Luca Andolina*- Avv. Enrico Calabrese*

COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI FORENSI ASSOCIAZIONE FORENSE NAZIONALE ITALIANA IMPUTATO PER SEMPRE: E se l'imputato fossi tu? Brevi considerazioni sulla riforma della prescrizione ed il processo penale "eterno" L'attenzione politica riservata nei confronti della prescrizione del reato, lungi dall'essere "costituzionalmente orientata" al fine di garantire - a vantaggio di tutte le parti - la ragionevole durata del processo, sta percorrendo una pericolosa deriva populista, basata sulla disinformazione e sull'incapacità di risolvere i reali problemi della giustizia italiana.La declaratoria di intervenuta prescrizione del reato è di certo l'ammissione di un fallimento da parte del sistema giudiziario, che - nonostante il decorso di un congruo tempo massimo prefissato dalla legge - non è stato in grado di addivenire ad una pronuncia definitiva sul merito di una vicenda penale.Se ciò è vero - ed è innegabile - sarebbe allora opportuno interrogarsi sulle ragioni per le quali il sistema non ha funzionato e cercare di porvi rimedio: ci riferiamo, anche alla luce dei recenti dati di ricerca UCPI-EURISPES sulle cause di rinvio nel processo penale, alla drammatica carenza di organico dei Magistrati, agli errori degli uffici di segreteria nella citazione dell'imputato o dei testimoni per l'udienza, all'eccessività dei carichi del ruolo, ai diversi problemi logistici ai quali quotidianamente noi Avvocati che viviamo in Tribunale (e non in un'aula del Parlamento) assistiamo (come i malfunzionamenti degli apparecchi di trascrizione o il superamento degli orari sindacali del personale di cancelleria).Abolire la prescrizione dopo il primo grado di giudizio non significa risolvere tali problemi: significa legittimarli, affermando con superba indifferenza che allo Stato non importa che il sistema giudiziario funzioni "male", e, in ultima analisi, ponendo (o “imponendo”) il costo di tali malfunzionamenti sulle spalle del cittadino, malcapitato utente del sistema “giustizia”.E per cittadino, si intenda, facciamo riferimento tanto agli imputati quanto alle parti civili.Un imputato, colpevole o innocente che sia, ha diritto ad essere giudicato in tempi ragionevoli.Che valenza rieducativa potrà mai avere (e quindi come potrà mai dirsi conforme a Costituzione) una pena che raggiunga il colpevole a lunghissima distanza dal fatto commesso, magari dopo un avanzato reinserimento sociale?L’eventuale condanna colpirà, dopo tanto tempo, una persona diversa, forse totalmente diversa, magari migliore ed innocua, da quella che commise il reato, per esempio quindici o venti anni prima.Che “successo” sarà mai per l'innocente vedere pronunciata una sentenza assolutoria dopo aver trascorso anni all'ombra di un sospetto che ha distrutto le sue relazioni sociali, familiari, imprenditoriali? Nessuna legge Pinto potrà mai...

Continua a leggere