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CORTE COSTITUZIONALE SENTENZA N. 217/19, COMPENSI DEL CTU E GRATUITO PATROCINIO.

ILLEGITTIMO L'OBBLIGO DEL PREVIO TENTATIVO DI RECUPERO "L’art. 131, comma 3, del d.P.R. n. 115 del 2002, dunque, deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui prevede che gli onorari e le indennità dovuti ai soggetti ivi indicati siano previamente oggetto di intimazione di pagamento e successivamente eventualmente prenotati a debito (in caso di impossibilità di «ripetizione»), anziché direttamente anticipati dall’erario". SCARICA PDF Sentenza Corte Costituzionale 217-19       ...

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AVVOCATO IN COSTITUZIONE MA NON IN CASSAZIONE Avv. Enrico Calabrese*, Avv. Antonino Ciavola*, Notaio Dott. Filippo Morello*, Avv. Alessia Falcone*

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Cass. civ. Sez. III, Ord., 19-07-2019, n. 19520. Pres. AMENDOLA. Rel. VALLE. L’adempimento dell’incarico professionale impone all’avvocato di assolvere, sia all’atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto, (anche) ai doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione del cliente.

Svolgimento del processoA.B. agì in giudizio dinanzi al Tribunale di Padova al fine di ottenere la condanna degli avvocati Sa.Gi. e R.L. per non avergli consigliato di agire in sede civile per ottenere la cancellazione dal bollettino protesti in relazione alla iscrizione per tre cambiali a sua firma, protestate, affermando che l'avvocato Sa. gli aveva detto che prima della definizione del processo penale di falso nulla poteva farsi e l'avvocato R. si era limitata ad assisterle nella materia penale. Il A. proponeva, altresì, opposizione ai decreti monitori per prestazioni professionali ottenuti dall'avvocato Sa. nei suoi confronti.A seguito della costituzione in giudizio nelle cause di responsabilità professionali dei due legali avvocati Sa. e R. venne chiamata in manleva la Assicuratrice Milanese S.p.a., che eccepiva la prescrizione del diritto all'indennizzo per l'avvocato Sa. e precisava che la copertura era limitata alla sola responsabilità diretta degli assicurati, nell'ambito della polizza assicurativa. Il Tribunale di Padova, riunite le cause, rigettò sia la domanda di accertamento e condanna per responsabilità professionale degli avvocati Sa. e R. sia le opposizioni ai decreti ingiuntivi.La Corte di Appello di Venezia, adita dal A., confermò la decisione del Tribunale.Avverso la sentenza di appello ricorre A. con quattro motivi di ricorso ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, in relazione all'art. 116 c.p.c., artt. 2697, 2727 e 2729 c.c., art. 184 bis c.p.c. e R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 91, art. 1176 c.c., comma 2 e art. 2236 c.c..Resistono con separati controricorsi Sa.Gi., R.L. e l'Assicuratrice Milanese S.p.a..Nel proprio controricorso R.L. eccepisce l'improcedibilità del ricorso in quanto l'attestazione di conformità sarebbe stata apposta direttamente sulla copia del provvedimento notificato con modalità telematiche. Il ricorrente A. ed i controricorrenti Sa. e R. hanno depositato memorie per l'adunanza camerale.Motivi della decisioneIl primo motivo di ricorso deduce ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, violazione del principio di vicinanza della prova nonchè del principio generale di cui all'art. 116 c.p.c. e dall'art. 2697 c.c., in applicazione degli artt. 1175 e 1375 c.c..Il secondo mezzo assume violazione e falsa applicazione dell'art. 116 c.p.c., artt. 2727 e 2729 c.c. e vizio di motivazione.Il terzo motivo denuncia violazione o falsa applicazione del previgente art. 184 bis c.p.c. e vizio di motivazione. Infine il quarto mezzo deduce violazione e falsa applicazione del R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 91, art. 1176 c.c., comma 2 e art. 2236 c.c..L'eccezione di improcedibilità del...

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L’obbligo di trasparenza per i CC.OO.AA.  Avv. Antonino Ciavola* e Avv.  Giovanni Ingrascì**

L’obbligo di trasparenza per i Consigli dell'Ordine degli Avvocati.                     Avv. Antonino Ciavola* e Avv.  Giovanni Ingrascì**   1 – Natura giuridica dei CC.OO.AA.   La questione relativa alla natura giuridica dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati ha trovato una definitiva soluzione normativa con l’art. 24 comma 3 della L. 247/2012, per il quale “Il CNF e gli ordini circondariali sono enti pubblici non economici a carattere associativo istituiti per garantire il rispetto dei principi previsti dalla presente legge e delle regole deontologiche, nonché con finalità di tutela della utenza e degli interessi pubblici connessi all'esercizio della professione e al corretto svolgimento della funzione giurisdizionale. Essi sono dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria, sono finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, determinano la propria organizzazione con appositi regolamenti, nel rispetto delle disposizioni di legge, e sono soggetti esclusivamente alla vigilanza del Ministro della giustizia.”. La disposizione richiamata, nella sua chiarezza, evidenzia aspetti meritevoli di approfondimento che servono a comprendere la portata di altre norme e, soprattutto, di quelle relative agli obblighi di trasparenza. In particolare, nella prospettazione del legislatore, si osserva la consapevolezza che il corretto esercizio della professione forense costituisce un valore per l’intera collettività e sia quindi necessario garantirne il regolare svolgimento nei confronti di tutti i soggetti. Si realizza, in questo modo, un ampliamento soggettivo ed oggettivo delle funzioni dei CCOOAA, chiamati a sostenere il rispetto dell'interesse non solo degli avvocati, ma anche quello generale di tutti gli utenti del servizio e, sotto il profilo oggettivo, a tutelare tutti gli interessi pubblici connessi all’esercizio della professione. Altra conseguenza del suddetto inquadramento è l’applicabilità ai CCOOAA della disciplina dettata dalla legge n. 190 del 2012 (in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione), che trova applicazione in quanto “mediante la tecnica del richiamo alle pubbliche amministrazioni contenuta nell'art. 1, comma 2, d.lg. n. 165 del 2001, la legge n. 190 del 2012 ha esercitato il riferimento ad una elencazione normativa tendenzialmente esaustiva di tutte le possibili categorie di enti pubblici previste nel nostro ordinamento; e in una di tali categorie (quella degli enti pubblici non economici) rientrano, per diretta ed espressa volontà dell'art. 24 della legge n. 247 del 2012, proprio il Consiglio Nazionale Forense e gli Ordini forensi territoriali.”[1] Anche tale disposizione, come si vedrà, gioca un ruolo importante (se non fondamentale) nella determinazione degli obblighi di trasparenza a carico dei CCOOAA e delle conseguenze derivanti dal loro mancato adempimento.   2 – Obblighi costituzionali   La...

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