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Associazione Forense Nazionale Italiana

Apertura e conclusioni del Convegno del 18  novembre 2019, a Catania,  Palazzo di Giustizia, su “Etica e Trasparenza nelle Istituzioni Forensi”

Benvenuti a tutti a nome dell‘Associazione Forense Nazionale Italiana  che oggi, a Catania, discute di cose di Avvocati fra Avvocati; e ne discute nella loro casa che è il Palazzo di Giustizia. Abbiamo voluto rendere visibile il principio che oggi noi Avvocati siamo qui a casa nostra a discutere di problematiche che ci riguardano e non ospiti. Oggi come Associazione ci troviamo a lottare per il rispetto della legalità, per la riaffermazione del prestigio e dell’orgoglio di essere Avvocati, nel pretendere di ripristinare prassi che inducano al rispetto della funzione dell’Avvocato e dell’Avvocato stesso, chè il rispetto non si chiede ma si ottiene. Le Associazioni vengono guardate spesso con sospetto oppure con sufficienza o con rassegnata supponenza da parte di chi ama lagnarsi senza però impegnarsi. Epperò oggi siamo qui a discutere proprio grazie all’A.F.N.I. e discutiamo di etica, di comportamenti, di dignità che non sono mere enunciazioni di stile ma che si ripercuotono concretamente sul nostro lavoro, sulla nostra quotidianità, confutando il concetto che la politica forense non risolve i problemi concreti dell’Avvocatura, come se la politica forense fosse un vezzo riservato a pochi eletti per filosofeggiare sul nulla. E’ vero esattamente il contrario. Le associazioni forensi non nascono, quantomeno non dovrebbero nascere, per contrapporsi pregiudizialmente alle istituzioni ma ne dovrebbero essere un valido ausilio e, nel contempo, però un attento vigile pronto ad intervenire – senza timori di sorta – per evitare comportamenti non corretti e distorsioni in danno della propria categoria ma anche dei singoli associati a cui deve fornire supporto Al di là del fatto che una buona idea rimane sempre una buona idea, a prescindere da chi provenga, il concetto di voce “unica” non sempre ha un valore positivo così come, specularmente, il “frazionamento” o le “mille anime” dell’avvocatura non necessariamente hanno un contenuto negativo. L’esistenza di una pluralità di formazioni, a cui corrisponda una pluralità di idee e proposte, è sempre un arricchimento per l’interlocutore che dovrà operare la sintesi e che quindi avrà davanti a sé un quadro complessivo quanto più esaustivo delle varie problematiche che lo indurranno ad operare una scelta piuttosto che un’altra. Ecco che questa considerazione ci ha indotto a costituire, insieme ad altre nove associazioni presenti, come noi, su tutto il territorio Nazionale, il Coordinamento Nazionale  delle Associazioni Forensi, dove riusciamo a trovare la sintesi ed il reciproco appoggio per sostenere le tante battaglie  che ci vedono impegnati in prima linea e molto...

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CARICHE SOCIALI A.F.N.I.

Consiglio Direttivo Nazionale     Direzione nazionale: Presidente: Avv. Enrico Calabrese, Foro di Catania Vice Presidente: Avv. Antonio Di Pinto, Foro di Trani Segretario Generale: Avv. Marco Mazzeo Viante, Foro di Catania Tesoriere: Avv. Rosa Maria Gaeta, Foro di Siracusa     Consiglieri: Avv. Giorgio Rizza, Foro di Catania Avv. Valeria Furnò, Foro di Torino Avv. Danilo Giannone, Foro di Siracusa Avv. Luca Andolina, Foro di Catania Avv. Giuseppe Fianchino, Foro di Catania Collegio dei Probi Viri: Avv. Francesco Cacciola, Foro di Catania - Presidente Avv. Graziella Costa, Foro di Catania Avv. Salvo Pace, Foro di Catania Avv. Luciano Ciulla, Foro di Catania Dott. p. Avv. Angelo Di Lorenzo, Foro di Ragusa Supplenti: Avv. Rosalinda Laudani, Foro di Catania Avv. Gaudia Muliere, Foro di Ragusa Comitato Scientifico: Prof. Avv. Ugo Villani - Presidente Avv. Antonino Ciavola, Foro di Catania Dott. Filippo Pasqualetto – Direttore Cancelleria del Tribunale di RG Dott. Filippo Morello – Notaio- Rosolini Avv. Luca Andolina, Foro di Catania Rag. Santa Andronico, revisore contabile Avv. Giuseppe Fianchino, Foro di Catania Rag. Sarah Severino, consulente lavoro - Catania Avv. Antonio Di Pinto, Foro di Trani Dott.ssa Consolata Rapisarda, revisore contabile – comm.sta - Catania Avv. Rosalinda Laudani, Foro di Catania Avv. Giovanni Vigneri, Foro di Catania Delegato alle comunicazioni, rapporti con la stampa, convenzioni e promozioni  associative: Avv. Enrico Gurrieri Coordinatore Sezione SCUG: Avv. Vittorio Cannizzaro Comitato Eventi: Dott. Angelo Di Lorenzo Avv. Lusyana Guccione Avv. Enrico Gurrieri Avv. Gaudia Muliere WEBMASTER: Sig. Salvo Guarnera ...

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Avv. Valeria Furnò * – Consigliere Nazionale dell’A.F.N.I. – il DDL Pillon- Riflessioni

DDL Pillon                                                           di Valeria Furnò *  Il DDL 735 (così denominato) ha sollevato  e solleva molti dubbi e preoccupazioni specie in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia alla bigenitorialità. Si è detto tutto o quasi sul NO di questa riforma e che, dal Nord al Sud, si riduce in un giudizio univoco:  una riforma, arrabattata e malfatta,  che mette al centro l'interesse dei genitori e non quello del minore, determinando come unico effetto concreto e assolutamente intollerabile, lo “sballottamento” dei figli da un genitore all'altro. I figli non sono pacchi ! In sintesi i punti essenziali: -Tempo diviso a metà tra mamma e papà, salvo diverso accordo;(Sarebbe logico comprendere in che modo l'affido condiviso può manifestarsi attraverso una suddivisione del tempo, da valutare caso per caso e non rinviando a norme di legge che, inevitabilmente, creerebbe ulteriori conflitti). -contributo diretto alle spese del figlio:  iniquo e diseducativo; iniquo  poiché,  nel caso di redditi differenti tra i coniugi,  non verrebbe tutelato la parte piu' debole così come avviene oggi, per le spese straordinarie ripartite in percentuali diverse; diseducativo poiché mette contro figli e genitori, poichè è evidente che ove il figlio ritenga insufficiente il contributo per il suo mantenimento da parte di uno dei due genitori, ovvero reclamasse che uno dei due genitori fosse inadempiente, la legittimazione attiva spetterebbe al figlio e non più al genitore “collocatario”, che funge da filtro fra genitore inadempiente e figlio; fenomeno ben più evidente nel caso di figli maggiorenni, ma non autosufficienti, i quali hanno preteso il contributo diretto in loro favore da pare del genitore obbligato o, direttamente da parte dei giudici, ex art. 337-septies c.c. (pur condividendo con l’altro la convivenza e creando spesso problemi di compartecipazione alla spesa ed all’economia complessiva del mènage famigliare). -mediazione familiare per le coppie ad alta conflittualità (tema dolente che affronterò di seguito); -contrasto alla c.d. “alienazione familiare” (quando un genitore allontana il figli dall'altro). Esperti di diritto e diverse associazioni hanno criticato questo Disegno di legge puntando l'attenzione su dinamiche familiari caratterizzate da violenza domestica. L'articolo 7 del disegno di legge dispone che una coppia con figli minorenni che voglia separarsi debba per legge (pena l'improcedibilità) iniziare un percorso di mediazione familiare. Chissà cosa pensava Pillon quando, sottoscriveva il principio secondo cui :” il ddl nasce dall'esigenza imprenscindibile di fare in modo che il conflitto familiare non arrivi in tribunale”, cercando di fare in modo che papà e mamma raggiungano un accordo sulla gestione...

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