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Associazione Forense Nazionale Italiana

RICHIESTA COMMISSARIAMENTO CNF

  Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni Forensi ( Adelante Avvocati in Movimento, Alexandra, Alleanza per il Rinnovamento Forense, Azione Forense, Diciassettedodici, Associazione Forense Nazionale Italiana, Futuro@Forense, Movimento Indipendente per l'Avvocatura e Vis Romana ) manifesta apprezzamento per l'opera dell'Avv. Mirella Casiello per il format dell'istanza di commissariamento del CNF e per averlo messo a disposizione dei Colleghi sui social. Le Associazioni di questo Coordinamento hanno ritenuto di condividerne il testo, con modifiche personalizzate, e di dare corso all'istanza....

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Sanzioni disciplinari a carico del Magistrato ritardatario. Decisione delle SS.UU. da meditare

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI CERBO Vincenzo - Primo Presidente f.f. - Dott. MANNA Antonio - Presidente di Sezione - Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria - Consigliere - Dott. D’ANTONIO Enrica - Consigliere - Dott. BISOGNI Giacinto - Consigliere - Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni - Consigliere - Dott. GIUSTI Alberto - Consigliere - Dott. RUBINO Lina - Consigliere - Dott. VINCENTI Enzo - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA Svolgimento del processo 1. - Il Dott. A.B.L. è stato fatto oggetto di incolpazione disciplinare, da parte del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, degli illeciti di cui al D.Lgs. n. 109 del 2006, art. 1, e art. 2, comma 1, lett. q) e n), con estensione degli addebiti disciplinari da parte del Ministro della giustizia in riferimento all'illecito di cui alla lett. q) del citato art. 2. 1.1. - In particolare, l'incolpazione relativa all'anzidetta lett. q) riguardava l'avere, nell'esercizio delle funzioni di giudice della terza sezione civile del Tribunale di Firenze, ritardato in modo reiterato, grave ed ingiustificato il compimento di atti relativi all'esercizio delle proprie funzioni, in specie dal (*) al (*): - omettendo di depositare, al 17 marzo 2016, data dell'ultimo controllo accertato, nonostante fosse maturato un ritardo superiore al triplo del termine fissato dalla legge, n. 249 sentenze civili, riportate e contraddistinte nell'allegato elenco (sub I)...

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Il Garante della privacy e il contenuto dell’attività difensiva

Cari Colleghi, Vi segnalo che è stato pubblicato sulla newsletter del Garante per la Protezione dei datri Personali ( n. 378 del 17.9.2013) un provvedimento sanzionatorio che ( a prescindere dal caso concreto e dalla sua condivisibilità o meno per quella fattispecie ) che si fonda sul seguente principio: ” I dati prodotti nin giudizio devono essere solo quelli pertinenti a far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, evitando la comunicazione di informazioni non rilevanti per le finalità di difesa”. Mi pare preoccupante il principio sopra trascritto ovvero che un organo amministrativo possa entrare nel merito delle tesi e strategie difensive come sembrerebbe intendere l’Authority. Infatti non mi pare condivisibile che un organo amministrativo estraneo al processo possa giudicare “la pertinenza” o la “rilevanza” di tesi sviluppate dal difensore nel corso di un processo. Eventuali abusi o derive patologiche del diritto di difesa hanno già il Giudice precostituito che è il Giudice della causa o il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati territorialmente competente e non mi pare vi sia spazio, o possa trovare spazio, la censura di altri organi. E’ preoccupante che terzi estranei al processo possano sindacare la strategia difensiva dell’Avvocato andando ad interferire con la libertà e dignità dello svolgimento della sua attività professionale che è e deve rimanere indipendente ed insindacabile. Avv. Enrico Calabrese...

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